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Dans la phrase de Bertelli (Vamba) la mention in persona pourrait être considérée comme une manière de «qualifier» le mari, à la manière de stesso ci-dessous (phrases de Di Giacomo, N. Luisa allora contava trentaquattro anni, suo marito trentanove. Im Anschluss daran wird ZIKPart II interpretiert, wobei t BAux und t OPart II zusammenfallen, was ich untenstehend durch den Index i markiere. Fuori della narrazione esiste la storia-naufragio, che, come il fuoco di Valino, registra la distruzione di ogni simbolicità, di ogni immagine, di ogni traccia, da cui la stessa storia comunque riparte, non per ricominciare di nuovo, ma per ricostruirsi come storia diversa , altra, differente. Dal canto suo, L’esperimento fa rivivere Carlotta, e cioè L’amica di nonna Speranza, ma non attraverso il languore nostalgico del ricordo e del sogno, sibbene con un più “corposo” gioco di travestimento («vesti la gonna di quel tempo».., ecc.), che ha per termine una prosaicamente erotica spoliazione. (Lettera del 20 agosto 1860, cit in Roglieri: 1995, 181).

103 A Giardini quasi tutte le porte portano un nastro di lutto (…) con una scritta a stampa: “Per il mio sposo”, “Per mia madre”, “Per mio padre”, “Per mia moglie”, “Per il marito”, “Per il figlio” e così via. Egli (…) accettò senza accorgersi il mondo della favola, e ci si inoltrò definitivamente. Nous n’envisagerons que quelques-uns de ces cas, ceux pour lesquels nous avons quelques nouveaux exemples. Figlio vostro con un bambino in braccio e l’altro che gli tira la sottana! 97-98 Loro Avec loro (« faux » possessif, emprunté aux pronoms personnels), nous n’avions trouvé qu’un emploi sans article dans un texte de Pasolini (Il Sogno di una cosa). 374 Per adesso Bruno è sospeso dal lavoro, in attesa che sia regolarizzata la pratica del licenziamento. Dies hat mit der Trennung von Semantik auf der eienn Seite und Evaluierung der Wahrheit von Sätzen mit Tempus auf der anderen Seite zu tun. Bisogna considerare questa ambiguità metaforica e mitica del tempo, per comprendere l’atteggiamento bivoco della voce narrante nei confronti di Cinto: all’interno della logica capovolta del ricordo e della nostalgia, essa, come già si è notato, invidia il ragazzo, che vive nel paese rimasto uguale, sebbene consigli a lui di partire, proprio perché rimasto lo stesso paese, da dove egli come personaggio decise nel suo presente agente, di giovane di allora, di partire: non coincidenza tra personaggio e voce nei confronti del tempo, all’interno di una stessa coscienza cronotopica, dal momento che come voce del presente rammemorante si rimpiange il passato di personaggio, dal cui presente egli è partito, e dal cui futuro di quel presente si vuole ora recuperare il paese come ricordo biografico e memoria collettiva (tradizione popolare-contadina e sua connotazione simbolica). E’ forte, spericolato e i ragazzini lo ammirano mentre si esibisce in tuffi dal trampolino e in acrobazie nelle acque del fiume. Filippo Se il figlio a morte invio, m’assolve la tua mano? Filippo, il padre cattivo, si è rivelato nel monologo un uomo dal cuore sanguinante; nel dialogo con l’Inquisitore si rivela anche un padrefiglio. 152 Leonardo Cecchini FRANCESCA DA RIMINI IN MUSICA.

reported in most software implementing the Johansen procedure. In a subsequent note [3] we are going to show how a commutative monad on a symmetric ... Remarques éparses.........................................................................8 Volkmar Engerer Bedeutungsminimalismus und Temporalsemantik. 67), très proche de celle que nous avions déjà citée (dans le même ouvrage, p. Es stellt sich hier wieder die Frage, ob die modale Bedeutung des Futur I nicht der pragmatischen Ebene zugeordnet werden sollte, wofür ich ausführlich im Zusammenhang meiner Diskussion der Konzeption der IDS-Grammatik argumentiert habe. Il vero, integrale ritorno identificante avviene quando si recupera oltre che il ricordo del tempo vissuto, anche la simbologia memoriale della mentalità: ri-diventare quello che si è stato con le idee di prima, vuol dire ri-tornare veramente, totalmente nella sigificanza del passato, che è un cronotopo complesso, comprendente l’insieme dei fatti vissuti ed anche il complesso dei significati metaforici creduti entro una tipologia culturale. Il ritorno pavesiano nel passato del presente sembra reggersi su un equivoco reale, su un’ambiguità storica, non solo a carattere biografico (come già si è notato, il personaggio non sa dove è nato, né ha una casa nel paese del ritorno, dove qualcuno della sua famiglia possa attenderlo: è emblematico il fatto che egli sia ospite pagante in una stanza dell’unico albergo del paese, dove la mattina prendevo il caffè e scrivevo delle lettere a Genova, in America [34], essendo le case dove ha lavorato ragazzo ormai per lui estranee, inabitabili), ma anche a carattere comunitario: quasi tutti i contadini paesani, che credevano nella luna e nel falò e che hanno visto partire il protagonista, di cui conoscevano pure i motivi dell’allontanamento, sono morti, non ci sono più; i pochi rimasti si sono allontanati, spopolando il paese, vivendo altrove da smemorati, da sradicati, perché non serve più nel loro presente la memoria culturale del paese abbandonato. Quello che si voleva in qualche modo dimostrare qui era una specie di chiusura aprioristica delle tesi di Rinaldi sulla natura della prosa del primo romanzo romano di Pasolini, Il reiterato ribattere sull’effetto ipnotico, sull’effetto-fantasma prodotto dal libro, sul discorso retorico dell’autore senza possibilità di interpretazione alcuna da parte del destinatario, tutte cose dovute in grandissima parte all’uso di un dialetto poco articolato e limitato a pochissime espressioni gergali nonché di una lingua mista e impoverita, sa un po’ di innamoramento per una visione critica globale e preconcetta. Pasolini linguista, in: “The Italianist”: Journal of the Department of Italian Studies, University of Reading. In ricordo di quegli incontri e del suo interesse per Guido Gozzano gli dedico volentieri questa mia riflessione. Gozzano, Opere (a cura di Carlo Calcaterra e Alberto De Marchi), Milano, Garzanti, 1948 (19532), p. 3 In Dizionario letterario Bompiani degli Autori, vol II, Milano, 1957, p. Gozzano scopre che il suo viaggio verso l’infanzia (la “c u n a ”) del mondo non può che approdare alla “t o m b a ” del mondo”, nella quale si tenta di sortire a fini ermeneutici partendo non dall’interno del testo ma dal titolo stesso. Il fatto certo è che cuna è una delle parole-chiavi dell’intero libro.16 Dapprima la incontriamo sul finire del capitolo intitolato Le grotte della Trimurti: “Dall’alto di quest’isola di Elefanta, t o m b a d e l p a s s a t o , si contempla l’isola di Bombay, c u n a d e l l ’ a v v e n i r e ; e nessun c o n t r a s t o è più profondo e significativo. Ho detto straordinario, perché in questo brano il termine “ariano” esce inesorabilmente dal suo primitivo valore terminologico in linguistica e in antropologia per essere trasportato in una dimensione fantastica e mitica. Orbene, ritengo che la f i s s i o n e dell’unità ariana (= indeuropea) rilevata dalla linguistica storicocomparativa e recepita nella cultura di fine ottocento abbia giocato per Gozzano un ruolo importante nella contrapposizione oriente-occidente e asiatico-europeo dinamizzata. Il secondo episodio verdiano è cavato dal Don Carlo (1867-1884). Si tratta del procedimento di citare direttamente, in un contesto o situazione nella maggior parte dei casi assai diversa da quella della vicenda dantesca, uno o più dei versi che Dante mette in bocca a Francesca in Inferno V o di alludervi implicitamente (il procedimento della citazione e dell’allusione, spesso in forma di epigrafe, è diffusissimo anche nella letteratura europea del periodo; per degli esempi vedi nota 2).

We shall call t~, B the canonical right and ta, the canonical left transformation associated with ..... Zum Status zeitlicher und nicht-zeitlicher Bedeutungskomponenten in der Analyse der deutschen Tempora....................................................20 Mette Wigh Termoes Jensen At mærke verden – nogle betragtninger omkring de italienske sanseverber.....................................42 Iørn Korzen Sprogstruktur og tænkning: endocentri og exocentri......................................................................48 Alexandra Kratschmer Ma - oggettivamente, la soggettiva è un’oggettiva, o cosa? 66), ou celui de ex dans une phrase de Lucentini/Fruttero (C. 78-79) que nous avons volontairement tronquée ci-dessus et dont nous donnons la totalité: comme dans la phrase de Buzzati (N. 27), le terme seul de marito est ici employé sans article, mais lorsque ce même marito est qualifié d’ex, l’article apparaît. Aleramo, on peut noter que l’adjectif stesso a une valeur proche de celle d’un adverbe: suo padre stesso ≈ perfino suo padre. 10 * Ho preso a portarla con me in macchina quando uscivo per lavoro e lei ne era felice, si sentiva trattata come una donna, accettata per quello che era, rispettata per giunta come non lo era mai stata dal suo vero padre e da sua madre che la trascurava. 281 Valutati i costi, il mio futuro padre decide che il bambino sarà meglio nell’Istituto dove è stato messo appena (…). Hierzu ist zu sagen, dass der Modalitätsaspekt in der Konzeption der IDS-Grammatik sehr „zurückhaltend“ formuliert wird. Il problema del ritorno identitario diventa, di conseguenza, molto difficile: In quale paese mentale, antropologico tornare? Rimane nella ragione del ritorno soggettivo l’alienazione dello sradicamento perpetrato nella storia: per quale motivo credere nella mentalità contadina in un tempo oggettivamente immemoriale? Il testo di Pasolini offre invece, come si è cercato di individuare, diversi spunti di riflessione, tra l’altro grazie ai rimandi letterari che presuppongono un lettore attivo e culturalmente cosciente. Di diversa opinione è invece Alida D’Aquino Creazzo15 la quale afferma: “Non arbitraria mi sembra possa considerarsi la costruzione di Verso la cuna del mondo la quale riprende, modificando per motivi di coerenza geografica, l’itinerario degli articoli del ’15 e del ’16 ed inserisce le località «visitate» dallo scrittore sulla «Stampa» in un pellegrinaggio che da Bombay, «porta dell’India», giunge sino a Benares, «cuna del mondo».” Non è mia intenzione entrare di proposito nella questione della costituzione del testo gozzaniano. La filosofia orientale e la filosofia occidentale con le loro conseguenze o p p o s t e : un tempio tetro, pauroso, idolatra, una metropoli fiorente, colma di tutte le abbondanze.”17. Dall’esame di questa serie di prelievi testuali risulta dunque chiaro che il Gozzano era a conoscenza − anche se per via indiretta − delle ricerche indeuropeistiche (linguistiche, antropologiche, paleontologiche), dell’ipotesi che il “sanscrito” fosse la lingua-madre della famiglia indoeuropea. Ma a loro volta queste antitesi devono essere tenute strettamente collegate nella galassia di tutte le altre polarità, che devono essere meglio esplicitate e riconosciute all’interno dei testi gozzaniani; e in primo luogo, oltre alle antitesi vita-morte, barbarie-civiltà, bramanesimo-cristianesimo, idolatriareligione, vanno tenute presenti anche altre popolarità come piccolo-immenso, cielo-mare, presentepassato, vicino-lontano nel tentativo di comprendere come, con mente e fantasia febbrile, Guido Gozzano indagasse sullo svelamento del segreto motore del mondo lanciato nello spazio e nel tempo.41 Petrignani, apparsa nella “Stampa” del 27 giugno 1996 − il titolo Quest’India più c r u n a che c u n a esplicitamente allusivo a Gozzano. ATTO TERZO, SCENA SECONDA (…) L’Inquisitore Son io dinanzi al Re? In secondo luogo abbiamo il procedimento, anche questo diffusissimo nella cultura dell’epoca, che Genette chiama trasformazione e imitazione, cioè un tipo di relazione intertestuale più vasto e profondo che unisce un testo A o ipotesto (in questo caso il canto V dell’Inferno) a un testo B o ipertesto; cioè a dire una nuova opera letteraria o musicale che instaura complessi rapporti testuali con la vicenda narrata in Inferno V.

A remarquer que l’enfant que celle-ci attend est très grammaticalement désigné par un «mio figlio». Il suo padre non fu seppellito in campo santo; ma sotto un mucchio di selci. Ettore si domandava quello che poteva esserci nel sangue di Vanda del sangue di suo padre (...). Nous retrouvons D’Annunzio, dans la dédicace de la Figlia di Iorio (emploi de l’article avec madre pour maintenir le parallélisme avec les autres termes de parenté où ledit article se justifie pleinement? Nous avons relevé aussi un article chez Grazia Deledda (régionalisme? Du côté des ascendants, les 2 nouveaux exemples de nonno et celui de zio que nous avons relevés sont venus confirmer nos premières recherches: l’article est le plus souvent absent. E fu Gelmo infatti a dire l’ultima parola; mio zio godé la terra per 3 L’absence d’article dans la réplique n’est pas probante puisqu’il s’agit ici d’un prédicat. der Vollzogenheit einer Handlung, indem ein einfaches Vor-Nach-Verhältnis zweier Intervalle definiert wird. Se anche fossero stati fucilati per niente, - disse, - toccava a lui fare la forca ai partigiani che sono morti come mosche per salvare il paese? Il suicidio di Valino e la distruzione da lui compiuta della cascina e della famiglia, effetto di rabbia e violenza subìta ed alienata, trasforma nel presente il passato domestico in un cumulo di macerie. L’ironia è il momento in cui la condizione del “crepuscolo” si rovescia in attività: precisamente, in attività critica. Ma prima di lui Giuseppe Baretti nel suo Account of Manners and Customs of Italy aveva riprodotto la melodia su cui era cantata l’ottava della Gerusalemme Liberata “Intanto Ermina...”, una delle predilette dai cantori e, sul versante musicale, Giuseppe Tartini aveva incluso la “melodia del Tasso” nelle sue sonate per solo violino.

* Les ouvrages d’où sont extraites les phrases qui composent le corpus sont désignés par des abréviations. ) et chez Tabucchi, mais le poème écrit dans le billet qu’un jeune poète a remis au Sensale est, en fait, de Dino Campana. Mais le nombre total de nos exemples n’est pas suffisant pour que nous dégagions des tendances sûres. 9 solo sei anni, poi venne la guerra, poi il crollo, la terra passò ai coloni (…) e Gelmo con quei soldi si comprò la trebbia e pensò giustamente di ingrandire il locale. 24-25 Chez les descendants, on constate la même rigoureuse orthodoxie pour le pronipote évoqué dans la phrase ci-dessous, rarement pris en considération dans les grammaires : Mio pronipote è meraviglioso, è una delle poche ragioni per le quali io e mia moglie siamo disposti, ogni tanto, a lasciare Sanremo per Roma. Dies geschieht in derselben Orientierungs-/Betrachtzeit-Begrifflichkeit, in der auch die Bedeutungen der einfachen Tempora beschrieben sind. Il cronotopo delle macerie è assenza, fine totale del passato reale e del passato vissuto, nei confronti del quale non ha neppure senso il futuro fallito di quel passato, che si compendia nel presente di ritorno del personaggio, che ormai non sente neppure significativi per sé, per il suo privato soggettivo, i motivi dello stesso ritorno. Nell’ironia, invece di ripiegarsi su se stesso e di intendersi come destino individuale, il “crepuscolo” passa all’attacco e con l’arma di un riso sottile e tagliente (il “sogghigno”) si dedica a crepuscolizzare ogni altra cosa gli capiti a tiro. Musicalmente la barcarola di Rossini non è una ripetizione di un genere in via d’esaurimento partendo da Tartini, ma è invece una delle sue pagine giovanili più interessanti con una melodia che presenta una maggiore accentuazione tonale rispetto alla tradizione, più di gusto modale, delle barcarole del Tartini.

[10]) is placed on all pages and links to a page on this network ... La virtù della ponderatezza Festskrift i anledning af Svend Bachs 60 års fødselsdag I colleghi e gli allievi per i 60 anni di Svend Bach A cura di Leonardo Cecchini & Alexandra Kratschmer Aarhus Universitet 2005 Institut for Sprog, Litteratur og Kultur Afdeling for Klassiske og Romanske Studier TABULA GRATULATORIA Annemette Kure Andersen, København Hanne Leth Andersen, Aarhus Universitet Carlo Alberto Augieri, Università degli Studi di Lecce Patrizia Barbieri, Genova Claudio Bogantes, Aarhus Universitet Gerhard Boysen, Odense Jaqueline Brunet, Paris Pietro Cataldi, Università per Stranieri di Siena Francesco Caviglia, Istituto per le tecnologie didattiche, CNR Genova Leonardo Cecchini, Aarhus Universitet Mirella Cristofoli, Handelshøjskole i København Floriana D’Amely, Siena Olivia De Masi, Aarhus Volkmar Engerer, Statsbiblioteket Aarhus Anne Marie Eskerod, Statsbiblioteket Aarhus Flemming Forsberg, Aarhus Katedralskole Stig Ramløv Frandsen, Aarhus Pierantonio Frare, Università Cattolica di Milano Bernhardt Hagen, Aarhus Katedralskole Jan Hupfeldt, Viborg Katedralskole Hugo Ibsen, København Hanne Jansen, Københavns Universitet Steen Jansen, Københavns Universitet Kirsten Grubb Jensen, København Bente Lihn Jensen, Handelshøjskole i København 2 Lina Melgaard Jensen, Aarhus Universitet Mette Wigh Termoes Jensen, Aarhus Universitet Iørn Korzen, Handelshøjskole i København Alexandra Kratschmer, Aarhus Universitet Ib Larsen, Aarhus Universitet Jacob Larsen, Horsens Statsgymnasium Elisabetta Leunbach, Aarhus Universitet Simon Leunbach, Aarhus Birger Lohse Aarhus Universitet Carlo Alberto Mastrelli, Accademia della Crusca di Firenze Francesco Muzzioli, Università La Sapienza di Roma Henning Nølke, Aarhus Universitet Mads Outzen, Università La Sapienza di Roma Jette Persiani, Aarhus Universitet Lene Waage Petersen, Københavns Universitet Povl Skårup, Aarhus Erling Strudsholm, Københavns Universitet Sophie Warming, København 3 Indice 1. il mio…” mi vengono in mente le parole di Ludovica ‘convivente è troppo burocratico, compagno troppo politico, amante sa di Pitigrilli’, “il giornalista con cui, con cui…” “Il suo uomo” dice brutalmente lei. Ma vediamo, pane e lardo è sicuro, ed anche formaggio… Les termes de parenté peuvent être modifiés aussi par un adverbe, qui joue un rôle similaire à celui d’un adjectif, à savoir: qualifier d’une certaine façon le terme en question. Während aber die Akademie-Grammatik das Futur I ausschließlich durch das modale Merkmal ‚erwartet’ semantisch charakterisiert, integrieren die Verfasser der IDS-Grammatik eine temporale Charakteristik in die Semantik des Futur I: „In einem geeigneten Interpretationskontext für das Futur [= Futur I – VE] überlappt sich die Betrachtzeit mit der Sprechzeit oder liegt danach.“ (IDS-Grammatik 1997: 1700) Diese (Teil-)Semantik entspricht dem Merkmal ‚-vergangen’, das ich weiter oben als Gegenvorschlag zu der rein modalen Charakterisierung des Futur I in der Akademie Grammatik diskutiert habe. Il passato viene ora recuperato dalla voce narrante non solo come ricordo di un vissuto personale nel paese, ma pure come memoria della civiltà folklorica del paese: cronotopo antropologico, dove avviene la trasformazione dello spazio naturale in campagna, luogo del lavoro, consistente nella partecipazione inerente al ciclo temporale della semina e del raccolto; dello spazio-terra in luogo domestico, del fuoco-falò in fuoco del focolare: trasformazione cronotopica che riguarda tutto il mondo contadino, compreso quello campagnolo in America, dove i contadini messicani riescono a trasformare anche la terra del deserto in spazio domestico, in casa. Sarebbe quanto meno tentante a questo punto proseguire con l’analisi che Rinaldi propone a proposito dei legami e delle derivazioni che vengono a crearsi tra i personaggi di Ragazzi di vita (Genesio il Riccetto) e di Una vita violenta (Tommasino). − Gli Autori diretta da Alberto Asor Rosa,8 né nella Storia della Letteratura italiana diretta da Enrico Malato,9 né nel Dizionario Biografico degli Italiani.10 È poi veramente sorprendente che del titolo Verso la cuna del mondo. 5 Vol I (Com – L), Torino, UTET, 19862; la voce Gozzano vi era curata da Marziano Guglielminetti. Né è qui il caso di introdurre possibili, sottili disquisizioni su generi letterari e loro sottocategorie e sulla liceità di apporre un termine anziché altro affine. E veramente è straordinario quanto vien detto in Il fiume dei roghi:31 “Benares è oggi qual era nella notte dei t e m p i a r i a n i . − Lettere dall’India sia pienamente adeguato alla raccolta gozzaniana nella sua tensione e dinamicità come si ricava dalla contrapposizione delle preposizioni: verso ~ da.36 È ovvio che nella prima sezione del titolo vi è espressa la progettazione di un viaggio i n t e l l e t t u a l e rivolto a un punto dell’universo (spazio) generatore di storia (tempo);37 nella seconda sezione del titolo vi è invece espresso un movimento opposto che rende conto (lettere) dell’effettuazione di un viaggio r e a l e da un preciso punto geografico (India).38 I due piani, quello intellettuale e quello reale, si sovrappongono contrapponendosi; e in un certo senso vengono a corrispondere alla stessa vicenda testuale. Così Aida viene infine proclamata «schiava» (e anzi «vil schiava») come dapprincipio Amneris aveva negato che fosse («schiava non sei né ancella»). E tutto dice come fra le due donne non vi sia solo odio, ma odio e condivisione, inimicizia e fratellanza. Nota bibliografica Il testo dei libretti è citato da: Rossini, Gioachino. Dal punto di vista intertestuale, il “riuso” che d’Inferno V viene fatto nel periodo in questione è essenzialmente di due tipi.

Jul 3, 2003 - 3.3.1 Cointegration analysis of pairwise (bivariate) price data . idea of comparing price trends, but just requires you to use other econometric ...... Linguistica Jacqueline Brunet Le possessif italien et la parenté. C’est le cas de quasi, dans la phrase de Moravia (I, p. S.181 Eccoci qui, dopo cena, a discutere la vita privata e l’avvenire del nostro unico figlio (…). Modalität kommt dadurch ins Spiel, dass das vom futurischen Satz denotierte Ereignis vom Sprecher als wahrscheinlich/möglich hingestellt wird, wobei sich die mögliche Faktzeit des Ereignisses „[...] mit der Betrachtzeit überlappt.“ (IDS-Grammatik 1997: 1700). La luna e i falò sono immagini simboliche di una mentalità mitica, come quella contadina, per la quale ogni cosa ritorna (il tempo delle stagioni) e tutto serve per la terra-campagna, come i falò, che non producono macerie, rovine, ma ceneri, rimanenze utili per le fioriture ed i raccolti dell’anno successivo. Ma sono discorsi ormai di vecchia data e non è questa la sede. − Lettere dall’India non si parli nemmeno nella specifica edizione curata da Antonio Mor.11 Al titolo infine non si interessa Piero Cudini,12 se non per ripudiarlo come filologicamente “arbitrario”, perché fondato su una tradizione priva di prove certe e sicure, come già aveva sostenuto Giorgio De Rienzo nella sua edizione del 1983.13 1 Ai “Corsi per italianisti stranieri” alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia aveva partecipato anche Svend Bach nel 1968 e nel 1971. inoltre Guido Gozzano, Poesie e prose (a cura di Alberto De Marchi), Milano, 1961 (19782). Di fatto, «prose» appariva insieme generico e condizionante (in termini novecenteschi, viene istintivamente da pensare alla «prosa d’arte»: e non è il caso di questi brani); «scritti» avrebbe autorizzato l’attesa anche di una presenza degli scarsi lacerti in versi d’argomento indiano; «articoli da giornali e riviste» sarebbe stato editorialmente poco elegante e gradevole, ancorché denotativamente esatto.” Completamente sopra le righe mi è apparsa la affermazione di Giuseppe Savoca nel saggio I crepuscolari torinesi e Guido Gozzano:14 “In un’India che celebra continuamente, nella religione e nell’arte, un ossessivo rituale di morte … 13 14 129 mondo; per cui dico subito che non posso credere che la sua ragione possa risiedere nell’identificazione di Benares con la cuna del mondo, come apoditticamente viene asserito dalla D’Aquino. Quando in Grecia si celebrarono i riti dionisiaci quando a Roma le feste arvali, quando Tebe offriva olocausto a Ita, Benares già splendeva sulla riva del Fiume – Dio, come oggi; come oggi la sua folla scendeva nelle acque sacre a meditare il mistero del divenire”. Infatti il viaggio verso la cuna del mondo viene compiuto a partire dalle letture di precedenti viaggiatori e le lettere che si immagina derivino dalla meta di quel viaggio, sono in realtà scritte nel luogo stesso dal quale si è partiti (Torino) documentandosi ancora sulle letture già a suo tempo fatte, e su altre di nuove.39 È noto quanto in Gozzano siano dominanti le opposizioni e le contrapposizioni,40 ma nel valutarle si è dato peso soprattutto alla loro constatazione “statica” e non alla loro fermentazione “dinamica” nei singoli testi, che sola è capace di render conto anche delle apparenti incongruenze e contraddizioni. E tale proclamazione ingiuriosa atterra la momentanea ribellione di Aida (così simile a quella di Rigoletto): «Mia rivale! E’ per questo che Aida può invocare pietà dalla rivale, proponendole uno scambio che ricostituisca per entrambe una fruibilità piena del proprio possesso: il 150 potere per Amneris, l’amore per lei; e per questo può, fallito questo tentativo per la indisponibiltà della interlocutrice, proporre quale seconda soluzione la propria morte, minaccia e dono insieme. In primo luogo abbiamo la pratica che Genette (1997, 4-10) chiama dell’allusione o della diretta esplicita citazione.

Nous ajoutons 4 cas de non-emploi mais, sur ces quatre, 3 sont tirées du même auteur, Pratolini (et même d’un seul de ses romans). 21), ce qui ne change rien quant à la possibilité d’utiliser l’article ou non. Hanno il coltello dalla parte del manico.” Pratolini C. Das Adverbial damals indiziert die entfernte Vergangenheit, was die auxiliare Betrachtzeit t BAux in die Vergangenheit – relativ zur Sprechzeit – rückt (t BAux...t Os). Nei confronti della fine storica dell’identità, la narrazione opera sul piano esistenziale del senso come il falò, che di fronte alla distruzione del tempo di prima agisce come augurio di rinascita dello stesso passato: nel dopo che muore la storia vissuta dal personaggio, nasce la sua voce narrante con il potere semanticamente narrativo di presentificare, ossia far rinascere la stessa rovina, la stessa macerie del passato. impedito solo dalla «vecchia signora vestita di nulla», alias la morte) con ancor più crudeltà di quanto non faccia, collocato al presente, l’avvocato frequentatore di Villa Amarena. Aveva un bel da dirmi il marchese Berio che i gondolieri non cantano mai Dante, ma tutt’al più Tasso; io gli risposi che lo sapevo meglio di lui, perché avevo soggiornato più volte a Venezia; ma in quella scena avevo bisogno di versi danteschi. Nature Agency to undertake a bat and bird monitoring programme of a national test centre for wind ...... Pare che fosse la sua donna…” “Quel demente aveva una donna… Di fronte avevamo la Generalessa Corradina di Rondò, nostra madre, e nostra sorella Battista, monaca di casa. (...) Quel bietolone lentigginoso non riuscimmo mai a immaginarcelo come un seduttore, e meno che mai con nostra sorella, certo più forte di lui, e famosa per fare a braccio di ferro anche con gli stallieri (...). Nous nous contentons de transcrire un emploi relativement rare d’un possessif pluriel se rapportant à deux substantifs au singulier: Io profittai della pioggia per andarmi a vedere i nostri padre e madre, che mi accolsero duri e come se fossero offesi (…). Une phrase intéressante de Scerbanenco soulignait le caractère régional («milanese e longobardo») de l’éventuelle absence d’article (nous la reproduisons ci-dessous – et remarquons au passage que pour mia povera cognata Stefana, l’abondance de biens: adjectif et prénom, ne suffit pas à faire apparaître l’article…), mais nous avions relevé cette même absence chez Cassola et chez Tomasi di Lampedusa… 77: nostro zio naturale) Dans la phrase de Buzzati (p. Dieses Konstrukt macht es dann leichter, die Faktzeit präzis als „[...] das von dem tempuslosen Satzrest denotierte Ereignis [...]“ (IDS-Grammatik 1997: 1697) zu bezeichnen. Era inutile che trovasse tanto da dire sul governo e sui discorsi dei preti se poi credeva a queste superstizioni come i vecchi di sua nonna. Ideen zu einer reinen Phänomenologie und phänomenologischen Philosophie. Ci ha riflettuto a lungo, ha fatto anche le prove, ha anche preso tempo ma quando si trova in mezzo all’Aniene, in balia della corrente, le forze gli mancano e annega. Una vita violenta presenterà poi in effetti una struttura romanzesca più articolata, con un vero eroe che acquista coscienza attraverso tutta una serie di esperienze esistenziali. A cura di Nico Naldini, I Meridiani Mondadori, Milano Rinaldi, Rinaldo 1982. Questo appunto è − come vedremo − sostanzialmente corretto (“… Si sarebbe potuto ipotizzare di mantenere quello ormai tradizionale di Verso la cuna del mondo, sotto il quale sarebbe però comparso un insieme che proprio in quanto tale si allontana dal tipo di tradizione che a quel titolo ha fatto capo. 185-186): “C’est dans une langue disparue, mères de nos langues indo-européennes, c’est en sanscrit (in note: sous sa forme derivée, le p a l i ) que Balamoni chante, et que la pièce entière sera jouér, comme elle a éte jadis dans la nuit des temps)”. Il Gozzano non sapeva che la lingua pali non è s o r e l l a , ma f i g l i a del sanscrito. La finzione che entrambe mettono in campo è dunque l’equivalente di una necessità interiore che va al di là della contingente opportunità pratica (per Amneris scoprire i sentimenti della rivale, per Aida celarli a colei che potrebbe ostacolarli irreparabilmente). Nell’ispano suol mai l’eresia dominò, ma v’ha chi vuol minar l’edifizio divin; l’amico egli è del Re, il suo fedel compagno, il demòn tentator che lo spinge a rovina. Difendendo Rodrigo, cioè un «cor leale», contro la ragion di stato e la spietata logica teocratica del «frate», Filippo si pone dalla parte dei figli, e abbracciando il suo Rodrigo si trova per un attimo tra le braccia, anche, Carlo. Roma: Newton (il libretto dell’Italiana in Algeri è di Angelo Anelli); Da Ponte, Lorenzo. In questo mio scritto, che è una parziale rielaborazione di una conferenza tenuta all’Associazione Dante Alighieri di Aarhus il 10 marzo 2004, vorrei presentare alcune tappe di questa complessa vicenda intertestuale che lega la cultura romantica a Francesca. tips and study related themes of relevance to international students at Aarhus University. Tra me e mio fratello sedeva l’Abate Fauchelafleur, elemosiniere della nostra famiglia ed aio di noi ragazzi. Figlio di una famiglia a noi ostile, come s’era intrufolato in casa? 79-80 Le possessif est au pluriel Nous n’avons pas de nouveaux exemples probants de termes de parenté au pluriel. 28 La présence d’un qualificatif Nous avions constaté dans notre première étude que, lorsque le terme de parenté ou d’alliance était accompagné d’un adjectif, il était, dans la très grande majorité des cas, employé avec l’article. 27 * Un giorno Mariapia era andata a Bellinzona per visitare suo padre malato. In Bernd besteigt/bestieg/wird besteigen den Seekogel ist Bernd den Seekogel besteigen der tempuslose Satzrest (IDS-Grammatik 1997: 1690). Allora gli dissi che nel mondo ne avevo sentite di storie, ma le più grosse erano queste. I: Introduzione generale alla fenomenologia pura, a c. Un nugolo di ragazzini urlanti ”Li bersajeri, li bersajeri! Ma per Genesio è arrivato il momento di provare la traversata del fiume. A Pasolini era stata infatti mossa, in seguito alla pubblicazione di Ragazzi di vita, l’accusa di assenza di impegno sociale e di prospettive politiche. L’uso del romanesco-borgataro in “Una vita violenta” di P. Nelle Note che Carlo Calcaterra ha apposto alla fine del volume delle Opere di Guido Gozzano si legge testualmente:2 ”Il titolo Verso la cuna del mondo fu designato dal Gozzano stesso al fratello Renato alcuni giorni prima della morte; e come apparirà dalla lettura quell’immagine era già nel testo”. Restituirle, cioè, al loro testo primitivo, quello della stampa su rivista o quotidiano, e alla successione cronologica di quelle prime pubblicazioni.” In conseguenza di questa ricostituzione del testo, il Cudini ha sentito la necessità di dare tutta una diversa titolazione alla sua edizione: “È chiaro che, nei limiti che consapevolmente si pone e si riconosce un’edizione di questo tipo, diviene comunque arbitraria − e, ancora, coscientemente accettata come tale − anche l’apposizione di un titolo che comunque, anche se per una raccolta di scritti gozzaniani, non può essere autenticamente di Guido Gozzano. E tuttavia nessuna delle due può realizzare la propria ambizione, mancando in un caso la legittimazione della reciprocità erotica e nell’altro le condizioni oggettive per proclamare pubblicamente l’amore. L’Inquisitore Per riscattarci Iddio il suo sacrificò. L’Inquisitore Ovunque avrà vigor, se sul Calvario l’ebbe. L’Inquisitore Tutto tacer dovrà per esaltar la fe’. L’Inquisitore Non vuol il Re su d’altro interrogarmi? L’Inquisitore Allor son io che a voi parlerò, Sire. Infrangere tu vuoi con la tua debol man il santo giogo, esteso sovra l’orbe roman! Ritorna al tuo dover; la Chiesa all’uom che spera, a chi si pente, puote offrir la venia intera; a te chiedo il signor di Posa. L’Inquisitore O Re, se non foss’io con te nel regio ostel oggi stesso, lo giuro a Dio, doman saresti 151 presso il Grande Inquisitor al tribunal supremo. Tuttavia, difendendo Posa Filippo difende una prospettiva di rapporto e più ancora un orizzonte di valori (anche implicitamente politici) che legano Rodrigo a Carlo e invece contrappongono, o dovrebbero contrapporre, Rodrigo a lui stesso, oltre che il re al figlio. E’ in questo periodo che versi come “Nessun maggior dolore / che ricordarsi del tempo felice / nella miseria”; “Farò come colui che piange e dice”e “Amor che a nullo amato / amar perdona” diventano patrimonio comune di generazioni di giovani europei.Una lettura di “Ketty”..................................................134 3. Rossini e dintorni Pietro Cataldi Il conflitto nel duetto d’opera. (IDS-Grammatik 1900) ist natürlich nicht wahr genau dann, wenn der Angesprochene es später wirklich besser macht. E di nuovo, guardandomi intorno, pensavo a quei ciuffi di piante e di canne, quei boschetti, quelle rive – tutti quei nomi di paesi e di siti là intorno – che sono inutili e non dànno raccolto, eppure hanno anche quelli il loro bello 111 – ogni igna la sua macchia -, e fa piacere posarci l’occhio e saperci i nidi […] che cos’è questa valle per una famiglia che venga dal mare, che non sappia niente della luna e dei falò? La presenza di queste due “cune” attestate nelle Lettere dall’India rende finalmente più comprensibile quanto osservava Carlo Calcaterra il quale (v. E di queste ricerche glottologiche il Gozzano era certamente a conoscenza, come risulta dalle sue Lettere dall’India e in particolare dal finale de La danza d’una ‘devadasis’ dove si legge, tra l’altro, proprio in finale: “So bene, questi Indu sono a r i a n i del nostro ceppo, fratelli nostri, ma fratelli che rifiutano di tenderci la mano. Si veda quindi anche quanto vien detto in Un Natale a Ceylon: “Patrick è cristiano” ed “È un puro a r i a n o dalla nobile faccia socratica…”27. Tale constatazione e le considerazioni fin qui svolte rendono quindi sempre più probabile che l’e s p r e s s i o n e verso la cuna del mondo35 sia stata effettivamente pronunciata da Guido Gozzano secondo quanto riportato da Carlo Calcaterra. 137 nota 144) riferendosi al ceppo comune commenta: “La razza ariana”. Loti reca appunto il titolo En route vers l’Inde che doveva esser ben presente alla mente del Gozzano e che deve aver favorito la scelta della sola preposizione vers, eliminando dunque En route e Inde per togliere al suo testo ogni riferimento ad un possibile resoconto di semplice viaggio. Il canto dà voce ai tristi sentimenti di Desdemona e le fa ricordare l’amica, la schiava africana Isaura, morta di dolore perché abbandonata dall’innamorato.Il tragico dopo la sua fine......................................................144 Leonardo Cecchini Francesca da Rimini in musica. Er ist wahr, wenn die Sprecherin es für wahrscheinlich hält, dass dies in der Zukunft einmal der Fall sein wird. Bisogna averci fatto le ossa, averla nelle ossa come il vino e la polenta, allora la conosci senza bisogno di parlarne, e tutto quello che per tanti anni ti sei portato dentro senza saperlo si sveglia adesso al tintinnìo di una martinicca, al colpo di coda di un bue, al gusto di una minestra, a una voce che senti sulla piazza di notte [40-41]. sopra), a proposito del titolo Verso la cuna del mondo, faceva capire che quel titolo era già in qualche modo presente nel testo gozzaniano (“… 880): “L’India di Loti è ‘senza gli Inglesi’, perché vuole essere il ‘berceau’ (= Gozzano traduce cuna) delle più antiche credenze religiose dell’umanità”, infatti per Loti l’India è il “berceau de la pensée humaine et de la príère” dove si può “demander la paix aux dépositaires de la sajesse a ríe nne”. Un altro inequivocabile accenno si trova anche ne Le caste infrangibili dove si legge:28 “L’origine delle caste… le primavere, dunque, le estati, gli autunni, gli inverni immortalati nei capolavori della poesia, della pittura, della musica europea, non sono che il prodotto d’una latitudine − tristezza, relatività di tutte le cose, anche di quelle che veneriamo come divine ed immortali − tristezza ancora più profonda al pensiero che questa terra perennemente verde non è che la sottile zona d’un’estate eterna che copriva, all’inizio, tutto il nostro globo − sgomento puerile, ma invincibile al pensiero che la nostra patria è già immersa nella curva della terra che si spegne, che l’inverno, la notte glaciale e nevosa che l’avvolge in questo mio chiaro mattino, è già l’immagine della notte glaciale eterna che s’avanzerà nei tempi e guadagnerà i tropici e raggiungerà fin su questa zona privilegiata l’ultimo esemplare dell’umanità moribonda. Anche per questa osservazione il titolo Verso la cuna del mondo assume una sua più sicura attribuzione gozzaniana! Il cantà alla barcarola era un’antica tradizione popolare veneziana, ormai quasi scomparsa al tempo in cui Rossini si apprestava a comporre l’Otello.

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